Comunità Next - il quotidiano

31 ottobre 2017

CHE TERREMOTO POLITICO ! E SORRIDE SOLO IL CAVALIERE

di Sergio Bindi
Roma 30
E’ proprio un terremoto politico, forse ancora più grave di quello ai tempi di “mani pulite” perchè segue anche una serie di governi non eletti dal popolo e con la legislatura che si sta chiudendo basata su una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte.In tutti gli attuali partiti , ad esclusione della rinata Forza Italia , le divisioni interne sono, spesso, laceranti e le scissioni grandi o piccole all’ordine del giorno.Nessuno si salva e solo Silvio Berlusconi sorride al ritorno di non pochi parlamentari che lasciarono il Partito della Libertà per rimanere nella maggioranza di governo e, probabimente, ritenendolo politicamente finito, mentre ora distribuisce ancora le carte e, probabilmente, sarà ancora determinante, sia o no ricandidabile, se dopo il voto di marzo(il 4?)si riuscirà a formare un governo.
La situazione più pesante è a sinistra dove il Pd , dopo per subito la scissione più ampia e significativa perchè ha perso anche pezzi da novnta degli ex-comunisti e,poi, ex-diesse ed ora l’uscita clamorosa del presidente del Senato Grasso, non solo è in continua flessione nei sondaggi, ma è profondamente diviso al suo interno sia sulla linea politica, sia sulle alleanze con una continua contestazione dei renziani al potere . Ed è una contestazione che non viene solo dall’opposizione interna del gruppo Orlando e del gruppo Emiliano, ma anche da quella , meno appariscente, ma più insidiosa del minisro Franceschini : Ora,poi, si è aggiunto lo strappo con il premier Gentiloni sul rinnovo del governatore della Banca d’Italia Visco contro il quale il Pd aveva addirittura presentato alla Camera una mozione . Non fatevi ingannare dagli abbracci e baci tra i due , lì , ieri,all’assemblea del Pd a Napoli , nè dall’apparente ritrovata unità sull’apertura ad un centrosinistra ampio, capace di ritrovare anche gli scissionisti Speranza, Bersani , D’Alema, e big come Veltroni e Prodi . Sì, il coro , aperto proprio da Gentiloni, è stato ampio e concluso dallo stesso Renzi, ma è stata tutta apparenza perchè il segretario dem ha fatto, come in passato, una sceneggiata nell’aprire ai demo-progressisti perchè sapeva già della loro risposta negativa :”sei un disco rotto!” Così come lo sapeva quando era sembrato aperto al dialogo chiesto da Speranza con una intervista , ponendo tra le condizioni anche quella di cambiare al Senato iol Rosatellum senza mettere la fiducia come a Montecitorio.Renzi, però, aveva subito chiarito : la legge non si tocca: E così avevva fatto mettere ben 5 fiducie a Palazzo Madama per evitare rischi. Ovvio che il leader di MDP dicesse : chiuso ogni discorso con il Pd , ripetuto pochi agiorni addietro in Tv in un animato confronto dalla Gruber con Martina, ministro e vicsegtario dem , un tempo collega di Speranza ai vertici dei giovani comunisti.
Quanto a Gentiloni vi pare che certi mini-siluri al governo siano solo incidenti di percorso e non avvisaglie negative renziane di un segretario Pd che vede scesi al 25% il suo gradimento, mentre il premier è al 30% e riceve, talvoolta, elogi anche dall’opposizione e continui attestati di stima a livello Ue ? La vera partita interna tra i dem è, comunque, rimandata a breve, ossia dopo le elezioni regionali siciliane di domenica prossima , dove il cento sembra spirare proprio contro .
Non stanno bene, tuttavia, anche i 5 Stelle , che nel corso di questa legistatura hanno avuto una srie di mini-scissioni, perdendo non pochi parlamentari , ma soprattutto sono alle prese con le divisioni che stanno emergendo tra i vertici dopo la nomina a candidato premio di un Di Maio che gli ortodossi non amano e per la sensazione che Grillo si stia un pò allontanando, mentre i sindaci-vetrina, la Raggi a Roma e l’Appendino a Torino sono indagate insieme a big al loro fianco con accuse pesanti , mentre altri sindaci, come quello di Livorno, sono egualmente con imbarazzanti avvisi di garanzia come il nuovo assessore al bilancio di Roma per il suo passato ,sempre di assessore, a Livorno. Ricordate che per un avviso di garanzia volevano si dimettesse il sindaco di Parma che rimase al suo posto , venne poi assolto dall’imputazione mossegli ed ora è stato riletto con una sua lista ? Beh!, la Raggi fu in prima fila a chiedere le dimissioni, ora invece gli inquisiti rimangono al loro posto e questo crea continui malumori nella base grillina Il risultato è che anche i 5 Stelle scendono i sondaggi.
Non parliamo, poi, di Alleanza Popolare , che già ha visto alcuni parlamentari, ad iniziare dall’ex-presidente del Senato, il siciliano Schifani, tornare alla casa madre berlusconiana, imitato addirittura , in vista delle elezioni siciliane,da un big alfaniano del feuco proprio del ministro degli Esteri, mentre il coordinatore nazionale, il ministro Lupi , ha già chiaramente detto che il partito sta al governo con il Pd per senso di responsabilità, ma è alternativo ai dem. Il che significa che gli alfaniani , ad esempio lombardi e liguri che stanno in giunte regionali di centrodestra, scegiierebbero questo campo alle “politiche visto che il loro leader ormai s’è accasato con Renzi.
Persino in Ala, inoltre, c’è burrasca per la posizione di Verdini ormai schierato in maggioranza ed in accordo con il segretario dem, suo amico da vecchia data: l’ex-ministro Saverio Romano ha, infatti, annunciato :”Verdini va con Matteo, io porto Ala a destra:” E Romano ha con sè la maggioranza dei parlamentari e in Sicilia non sta con Alfano-Pd.
Direte ; anche la Lega , però non ha problemi. Non è proprio cosi’. La scelta di Salvini di togliere dal simbolo il Nord non è senza conseguenze perchè Bossi ha annunciato che non ci sta ed esce dal partito, portandosi via i leghisti più ortodossi, eppoi come reagirà l’elettorato delle valli bergamasche o del Veneto che potrebbe sentirsi tradito ? Tutto questo seconza considerare che sia Maroni, sia Zaia , in grande spolvero dopo l’esito dei referendum per maggiore autonomia , sono strettamente collegati con il Cavaliere con il governatore della Lombardia che, di recente, ha detto che con Berlusconi si vince, mentre Zaia è stato più volte indicato proprio da Berlusconi come possibie candidato premier del centro-destra. Non a caso i due sono stati in un silenzio eloquente quando Salvini rvendicava per sè la premiership della coalizione . Aggiungete che nei più recenti sondaggi Forza Italia ha superato di un punto la Lega e sulla base del Rosatellum prenderebbe più parlamentari dell’alleato e che la Meloni ha perso il feeling con il segretario leghista ed avrete il quadro che nella Lega senza Nord nel simbolo non tutto sia tranquillo.
Di certo, comunque, c’è che il centrodestra è in testa con il 36% e 248 deputati , il Pd al 25,5% e 162 deputati con i suoi potenziali alleati Scelta Civica allo 0,2%, liste di centro-sinistra 0,4%, Alternativa Popolare 3,1%(se, però, restasse unita..) centristi non ancora tarati, europeisti-radicali incerti se allearsi con la Bonino che ieri ha detto : con questo Pd antieuropeisto è difficile allearsi. I 5Stelle al 27,5 con 178 deputati,, MDP 2,8%,Sinistra Italiana 2,6, Rifondazione Comunista-Verdi-IDV 1%. Gli incerti ed il non voto sono al 35,8%.
Nessun schieramento, quindi, vincrebbe secondo queste proiezioni, ma non avrebbero la maggioranza nè una “grande coalizione PD-FI e alleati , nè 5stelle-Lega, nè MDP-Pd e alleati. Non v’ha dubbio che Silvio Berlusconi (“è forte” ha ammesso Eugenio Scalfari, non certo un suo estimatore) abbia la capacità di attrarre consensi in campagna elettorale, gli esperti gli attribuiscono un 4-5% in più , quindi una Forza Italia almeno sul 20% ed un centro-destra sul 40% una soglia quasi fatidica per governare e, probabilmente, tale, comunque, da rendere possibile una maggioranza PD-FI che potrebbe essere salda magari con un premier evocato da molti : Mario Draghi.

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